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LA RIABILITAZIONE DEI PIPISTRELLI: UNO SFORZO UTILE!
Di Maria Tiziana Serangeli
La bella stagione è un periodo molto impegnativo per tutti i Centri Recupero Fauna Selvatica, quando un flusso quasi ininterrotto di animali in difficoltà, soprattutto nidiacei e giovani mammiferi, sommerge di lavoro tutto il personale e i volontari. All’inizio dell’estate vengono poi regolarmente ricoverati degli ospiti davvero singolari, ritrovati da persone anche in piena città: i pipistrelli. 
In Italia le specie maggiormente coinvolte sono il pipistrello di Savi (Hypsugo savii) ed il pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii), due specie tipicamente antropofile: frequentano infatti molto spesso gli ambienti urbani, scegliendo come rifugi fessure e interstizi presenti nelle costruzioni antropiche (dagli spazi dietro grondaie e canne fumarie, ai cassetti delle serrande, tegole, sottotetti ecc. ). Il picco di affluenza di queste specie ai centri recupero coincide di solito con i mesi di giugno e luglio, in corrispondenza dei parti. Sono quindi i neonati ed i giovani che maggiormente impegnano il personale dei CRAS coinvolto nelle attività di soccorso, cura e riabilitazione. Può sembrare incredibile ma sono decine e in alcuni casi centinaia i piccoli pipistrelli che, ogni anno, vengono portati presso i centri recupero.
Ogni volta che si apre il contenitore con cui il piccolo è stato portato al centro (in questo la fantasia dei soccorritori occasionali è veramente sorprendente) e si osserva il contenuto, la domanda che ci si pone è sempre la stessa: potrà una creatura così piccola, ancora sorda, cieca e completamente senza pelo, sopravvivere senza le cure della propria madre? E anche se si riuscisse ad allevarla fino al momento della liberazione come potrà mangiare o scegliere un rifugio sicuro senza aver avuto alcuna esperienza? I pipistrelli neonati, come tutti i mammiferi, sono molto impegnativi da accudire. Le conoscenze sulla biologia di questi mammiferi e lo sviluppo di protocolli per la loro riabilitazione sono ancora parziali e fino ad oggi nulla si sapeva sulla sorte, successiva al rilascio, degli animali riabilitati.
Eppure tutte le specie di pipistrelli europei (quindi anche le 33 specie che vivono in Italia) sono estremamente protette da leggi nazionali e convenzioni internazionali e soffrono, come molti altri animali, dei problemi di inquinamento e distruzione del loro habitat, pertanto … vale davvero la pena provare! Ma è necessario sapere se tutte le energie investite, in termini di risorse economiche ed umane, danno risultati soddisfacenti e quindi se i pipistrelli soccorsi, allevati e riabilitati saranno poi in grado di sopravvivere.
È in questo scenario che nel 2008 è stato realizzato il progetto di:”Monitoraggio post-rilascio dei chirotteri riabilitati e applicazione ai protocolli di recupero”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, affidato all’Università degli Studi Federico II di Napoli e curato dal prof. Danilo Russo (docente di Conservazione della Natura e Gestione delle Aree Protette presso l’Ateneo napoletano e docente di Zoologia presso l’Università degli Studi di Salerno). Questo progetto ha visto anche l’importante coinvolgimento della LIPU, del Parco Nazionale di Lazio, Abruzzo e Molise e del Comune di Roma.
Obiettivi del progetto sono stati la stesura di un protocollo univoco per la riabilitazione delle specie di chirotteri più frequentemente ospiti dei CRAS, la verifica della loro sopravvivenza a breve-medio termine in seguito al rilascio in natura e l’osservazione del comportamento degli individui rilasciati.
I risultati ottenuti sono stati a dir poco sorprendenti. Gli animali rilasciati e muniti di minuscole radio-trasmittenti (assolutamente non invasive) sono sopravvissuti, ma non solo. Hanno anche dimostrato di sapersi muovere nell’ambiente circostante come i conspecifici selvatici. Hanno scelto ottimi siti di alimentazione ove catturare insetti ed alcuni di loro sono stati accettati in colonie già presenti in prossimità del luogo di rilascio.
Ancora una volta questi meravigliosi animali, ospiti discreti delle nostre case, ci hanno sorpreso per le loro incredibili capacità, confortato con i risultati ottenuti e stimolato a proseguire nella scoperta del loro mondo notturno.
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